Archivio per marzo, 2013

“Mignottocrazia. La sera andavamo a ministre” è un libro scritto da Paolo Guzzanti, pubblicato nel gennaio 2010, edito da Aliberti editore. La Minetti lo ha pure comprato, vantando di averlo fatto con soldi pubblici, bontà sua e della sua sensibilità istituzionale.  Eppure la battuta, riferita a Bruxelles, di Battiato, suscita scalpore nel clima arroventato da insulti alla dignità umana ben peggiori. Perché?  Perchè non vera? No, troie ce ne sono, ce ne sono state in parlamento, tutti non possono che concordare. Perché riferito a donne? No, perché “troia” è un’epiteto che può ampiamente volgersi al maschile nell’italiano corrente, anche se pare che l’Accademia della crusca non si sia ancora espressa in merito. Allora perchè riferito in un ambito istituzionale? No, perché Minetti, Razzi, Scilipoti e compagnia bella appartengono da anni anch’essi ad un ambito istituzionale, addirittura più alto rispetto a quello dell’assessore siciliano. E se nel parlamento Madama Ipocrisia sedeva, con in mano ben stretti i “limiti della decenza” fino a poco tempo fa, gli stessi  che pare ora aver oltrepassato l’assessore siciliano, le sono caduti dalle braccia il giorno stesso in cui l’emiciclo ridens ha votato il riconoscimento della nipote di Mubarak.
Dunque solo perché la verità sulla compravendita di carne parlamentare è stata rivelata, qual “velo di Maya”, all’estero, dove si sa, dovremmo continuare a restar famosi per essere paese di santi, spaghettari, sublimi pagatori di tasse ed eroi, al massimo, che ne so, per sanremo.
Lasciatemelo dire, non traumatizzatevi adesso, ma all’estero sanno benissimo chi sono le troie in questione…andate a vedere la vignetta ford-india di ieri per farvene un’idea. I panni sporchi dovrebbero essere lavati in casa? Quando passano vent’anni però puzzano davvero. Alla fine siamo anche un popolo di acuti biblisti: capaci di perdonare i mercanti del tempio mentre lapidiamo i giusti. Insomma, vince ancora Barabba, ai voti, democraticamente eletto.

     in risposta a

: Battiato ha violato l’articolo 290 del codice penale e nessun poeta può chiedere esenzioni in materia.

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“La ricerca di una utopica società egualitaria, unica base fondante per una cultura della pace, ha portato per prime le donne a capire la necessità di uscire dai “ruoli” di genere; ora, attraverso movimenti che intendono indagare nuovi modi di essere maschio,  si prende coscienza di quanto anche il ruolo maschile sia stato deprivato di aspetti importanti per il pieno sviluppo della personalità, come l’aspetto emozionale che ne ha limitato la partecipazione alla sfera del proprio vissuto privato. Le emozioni sono umane, non hanno genere, reprimerle  significa violentare la natura umana. E’ importante dare spazio alla nuova voce maschile che lamenta anch’essa una  costante violenza familiare e una maleducazione culturale,che  intende denunciare come persecutoria  la perpetuazione dei ruoli che li vuole incapaci di tenerezza, sempre in competizione per la categoria “alfa” e per la scalata sociale ed economica, sempre sessualmente predatori, mai rassegnati al pensionamento.   E’ essenziale cambiare la scala di apprezzamento che viene conferita allo spazio privato/pubblico affinché nulla che si percepisce come importante eticamente venga nel contempo svalutato come attività sociale di poco conto.  Questa dicotomia schizoide è da imputare al modello patriarcale e il ruolo maschile è il primo che deve combatterla in quanto vittima psicologica.   Il patriarcato ha comportato la degenerazione  del ruolo umano, della qualità stessa delle attività umane, divise in lavoro/non lavoro, mentre un mondo differente sarà possibile solo coniugando l’educazione  intellettuale ed emozionale e trasponendo il concetto di lavoro di cura dall’ambito familiare a quello più alto, del genere umano. La questione di genere è la chiave per affermare studiosaun nuovo modo di intendere la vita.”

Questo il sunto di due documenti provenienti da paesi di lingua spagnola: “Los hombres ante el problema de igualdad con las mujeres”, Luis Bonino Méndez (2012) e il ” Vídeo Tesis, masculinidad” di Canal Sur . Niente si muove sul fronte italico.

la gabbia è aperta

Pubblicato: 21 marzo 2013 in Uncategorized

Forse l’alternativa allo stato attuale va cercata ancor prima che in un movimento o in un partito, va cercata e basta, comunque. Forse il meccanismo reattivo verso la propria vita è stato minato dai condizionamenti mediatici che si sono imposti sempre più nel dopoguerra, orwellianamente  disattivato da messaggi disorientanti/ambivalenti tendenti a inoculare senza nessi razionali dosi di ansia  e di rassicurazione. Forse prima che una teoria politica occorre qualche seduta di terapia di gruppo a livello europeo.

“Quando metti un uccellino in gabbia per tanti anni, anche se apri la porta resta spesso sul fondo della gabbietta. Non vuole uscire. Ha paura di quel cielo enorme, di quel blu infinito. E il povero uccellino sembra davvero costretto a restare lì prigioniero delle sue paure.

Ma la gabbia dei condizionamenti è SEMPRE aperta.  In altre parole non c’è qualcuno che sia imprigionato, la gabbia è vuota e la porta quindi è sempre aperta.
Quando inizi a vedere che la tua vera natura è oltre il pensieri e le sensazioni, oltre la forma fisica inizi a toccare consciamente momenti in cui vedi che sei quel blu. Quel cielo infinito, aperto, senza confini è il luogo da cui stai osservando la tua gabbia di paure. Quando vedi che sei cielo la gabbia è solo una struttura che resta in piedi solo per l’idea che sia tua. E non è così. Quella gabbia fatta di idee e concetti è solo qualcosa che sembra appartenerti perché te ne senti al centro. Ma non c’è un “me” a cui essa appartenga, è solo una costruzione.
Se cerchi di osservare la gabbia per dissolverla lo fai perché pensi che sia tua. E nel pensarlo la mantieni, mantieni l’illusione di quell’immaginario uccellino imprigionato.  Potresti lavorare 40 anni sul tuo ego, se pensi che sia tuo non si dissolverà mai. Ma sparisce in un istante l’idea che quella costruzione mentale sia tua quando cogli che ne sei solo il testimone, non il padrone.

Se la gabbia non sembra mentale ma fisica la situazione non cambia di molto. Il mondo che appare attorno a te, in realtà appare IN te. Guarda bene. Il corpo appare nella stanza, a Palermo etc…. ma tu dove sei rispetto a queste cose? Sei nella stanza oppure sei qualcosa che sta osservando attraverso il corpo la stanza? Quell’apparizione e quelle condizioni fisiche sono solo il riflesso di qualcosa che accade nella tua stessa Coscienza. Non sai come e non importa che tu lo sappia, ma il sogno della Vita così come essa appare è il riflesso di quello che sei. Appare come riflesso della tua vera natura,  di come conosci te stesso o di come ignori chi sei.

Se vivi in modo inconscio il mondo attorno a te rifletterà questo perché NON è separato da te. Se vivi in modo conscio rispetto a chi sei chiunque o persino qualunque cosa tu incontri si rifletteranno in questa luce.
Non cercare di cambiare le tue condizioni esterne partendo dall’idea che tu sia al centro di esse. Se accade questo, e non puoi impedirlo se avviene, alla fine ti sentirai solo frustrato dell’inutilità di questi tentativi. Come recita il Tao Tse Ching “Il non-agire e il non-volere fanno cedere ogni porta. È attenendosi costantemente al non-agire che ci si assicura la sovranità. Non la si ottiene appena ci si dà all’agire”. La sovranità di cui parla è diventare consci del fatto che ciò che sogna il sogno della Vita non è quel personaggio che pensi di interpretare, ma  la Consapevolezza Vuota che testimonia l’intera scena.

Resta presente a quel senso di prigionia. In realtà quella sofferenza che senti è il rompersi dell’illusione, se essa non è contrastata attraverso strategie della mente (inclusi i tentativi dell’ego di manipolare osservando quello che accade) allora quell’illusione si scioglie da sola. Soffri proprio perché ti senti separato e questa sensazione è lo spezzarsi di quella illusione. Il fatto stesso che tu ne sia conscio è sufficiente, mentre quando cerchi di uscirne come se fosse qualcosa di tuo rafforzi il senso di separazione, e quindi l’ego.

Lascia che i pensieri siano tali e che la situazione si presenti come già è, se ti è possibile. Resta in ascolto, stai guardando tutto questo da un luogo dove sei GIA’ libero. Il riconoscimento di questo fatto è ciò che trasforma le cose, mentre l’idea che tu le debba risolvere è quello che le tiene in piedi.

Se puoi, resta in ascolto. Accade da sé un momento in cui diventi così curioso di questo ascoltare che la mente psicologica, l’ego, diventa così lontana e poco interessante che la noti appena. Non sai bene se c’è, né ti interessa. Ti stai godendo il blu del cielo.”

Quando si istituzionalizza la “lotta alla povertà” si concede molto spazio ai palliativi e si finisce collusi con le cause. Non c’è nessun motivo per cui due bimbi nati in due culle diverse debbano ricevere risorse diverse e cure al  pieno dispiegarsi dello sviluppo delle potenzialità. Non c’è, non c’è mai stato, è ingiusto pure pensare di fare del bene “mettendo una toppa”, casomai ci fosse davvero qlc in buona fede. (a continuar…)

tutto finì con Rosa Luxemburg

Pubblicato: 19 marzo 2013 in Uncategorized

Il giorno in cui assassinarono Rosa Luxemburg non fu soltanto il giorno in cui tramontò l’idea della rivoluzione permanente socialista in quanto necessariamente da esportare in europa e nel mondo, fu soprattutto la fine di un’occasione di venire a patti tra rivendicazioni sociali socialiste e rivendicazioni della classe dei più sfruttati tra gli sfruttati, quella femminile. Da allora in poi, neanche da parte marxista,  si fece più veramente sul serio, con la stessa genuinità di intenti originaria.

E’ uno di quei fatti che attende da sempre di entrare nei libri di storia in tutta la sua gravità epocale.

La mia personale perdita di speranza di addivenire ad un giusto compromesso tra la cosiddetta cultura  “emancipata” degli anni ’70 e piena partecipazione alla vita civile del paese in quanto futura donna arrivò un pomeriggio d’estate quando conclusi che non c’erano nè ci sarebbero mai state eroine protagoniste nei fumetti di Tex Willer .

L”‘emancipata”, miti e falsità da Rosa Luxemburg a Vandana Shiva. Il riconoscimento della differenza, pone la questione di genere al di là del modello antagonistico che troppo facilmente, dal  dopo guerra in poi è diventato conformista. Pretendendo di cancellare i generi nella loro tridimensionalità  si è finito per far entrare dalla finestra la loro pantomima a due dimensioni, schiacciata e schiacciante.

L’adesione fin troppo esplicita del liberismo alla cancellazione solo formale delle differenze di genere nasconde più di un frutto avvelenato: da una parte l’essere umano come individuo e come società/sistema economico che non riconosce limiti da rispettare nel contesto della Natura di cui è parte e quindi può consumare più ampiamente, dall’altra l’inevitabile permanere, ma stavolta  in modo occulto e “vergognoso” a carico della donna dei lavori di cura che permetterà al liberismo di lucrare sull’assenza di  servizi sociali.

Il liberismo asserve la questione di genere ai suoi interessi, mastica le rivendicazioni delle donne in tema di diritti economici e politici all’interno del proprio ventre, le rigurgita doppiamente sulle spalle delle donne, che ora si fanno pure carico del senso di colpa e dell’inadeguatezza rispetto a quelle che considerano le loro  stesse rivendicazioni, ne esce fischiettante e sollevato con in più parecchi gruzzoli in tasca.

Esplicitare la differenza di  genere è rivoluzionario e sovversivo, permette di ridisegnare il futuro economico e sociale.

DOPING PER UN MAGGIOR RENDIMENTO DEI PRECARI E DELLE PRECARIE.
La ragazza che ieri si è fatta male oggi è tornata al lavoro più arzilla di prima. Le ho chiesto come stava e mi ha detto che aveva preso altri antidolorifici perché altrimenti non sarebbe stata in grado di alzarsi dal letto.

Però le hanno fatto pressione perché c’è il fine settimana di mezzo, che significa più lavoro dato che oltre i villeggianti settimanali o quindicinali ci sono i weekendisti che arrivano in tanti….

http://abbattoimuri.wordpress.com/2013/03/15/doping-per-un-maggior-rendimento-dei-precari-e-delle-precarie/….

Lo spettro della dittatura del pensiero unico è già dentro la tua casa e tu non lo sai, magari sta già mangiando patatine seduto sul divano davanti alla tv, anzi, è sicuro.

La questione del lavoro ma non generico, di che tipo di lavoro, intendo di che tipo di lavoro valga la pena e la vita lavorare, è centrale, tutto il resto di cui sono pieni giornali e tv in questi giorni è fuffa.

Ma non è così, e ti ritrovi il vicino d’autobus, precario e in genere incazzato, a parlarti infervorato di sanremo o del nuovo papa. E tu non puoi che constatare la verità, il cervello preferisce non sprecare energie pensando, da sempre,  allora c’è chi gli presenta il pacchetto pensiero unico, tipo qs giorni quelli del “papapoverello” “c’ècrisic’ècrisi” “flessibilità flessibilità” “euroeuro” o quello della “dittatura grillina”.

E ‘vero, uno spettro s’aggira per l’italia, lo stesso venditore di cozze avariate che conosciamo da sempre, quello che ti addita l’uccellino del pericolo dittatura con un dito e intanto te lo ritrovi già in soggiorno, davanti alla tv, a mangiar comodamente patatine.

Certo il cervello oltre a non voler pensare tende pure a non volersi mettere sulla difensiva tanto facilmente e allora preferisce fare congetture più comode, le più astruse, del tipo psicoalimentare. Magari, nel frattempo che il venditore di cozze sgranocchia sul divano, ora ha messo pure i piedi sul tavolino, si chiede se, insieme alla carne di cavallo od ad altre non troppo controllate, sia passato un nuovo prione, che differentemente dalla mucca pazza non colpisca i centri motori e ci renda semplicemente più arrendevoli, almeno verso certi input, e quando diventa acuto ci spinge a suicidarci od ad ammazzare la famiglia…il nostro cervello è dunque tutto preso dal disperato tentativo di trovato un senso , non si arrende al dover agire.

L’evoluzione ci fa riconoscere la necessità di agire senza se e senza ma solo quando è in pericolo la nostra sopravvivenza, ed ecco che la mistificazione comunicativa entra in gioco, ti passa massicce dosi di pensiero unificato, stesse notizie, stesse associazioni, stessi commenti per ore e per giorni, allo scopo di rassicurarti, piccola rana bollita, non morirai in pentola, mia cara, è solo la temperatura che sale, per il tuo benessere. Si ottiene lo stesso identico risultato di ramsete II: schiavi a buon mercato che nOn chiedono altro che di morire schiacciati trascinando un blocco di piramide targato 2013.

Il giornalista-filosofo Veneziani strepita riguardo all’auspicabile arresto del capo coalizione pdl, i suoi accoliti di albo giornalistico, pro o contro, gli vanno dietro. Ma se Berlusconi è CAPO DELLA COALIZIONE di centrodestra, ovvero capo della campagna elettorale, ed oltretutto HA GARANTITO che non avrebbe fatto il premier anche se avesse vinto…dato che OGNI PARTITO della coalizione ha un segretario in carica non al momento indagato, e che il centrodestra NON HA VINTO…qual’è il problema che ventila Veneziani, ovvero governare con Berlusconi in galera?!? Che il PDL si sgonfia come un palloncino senza elio?!? Mica si può imputare la nullità politica del PDL ai giudici, ITA od UK…o no?!? Probabilmente la mistica fascista, coniugata con il galoppo a pelo del liberismo selvaggio e un ventennio di tv culi-tette dal pensiero corto, obnubila la mente di tanti, compreso costui, che si vanta d’essere un filosofo. L’unto non è candidato premier, può andarsene benissimo in galera, ce ne faremo una ragione.

Di che stiamo a straparlare consumando energia utile ad altro?!? Un bellissimo commenti di Barca su tweet ieri sera, durante Ballarò: “La qualità dei contenuti dei talk è PEGGIORATA dopo chiusura campagna elettorale, brutto segno!”. La questione dei processi di Berlusconi si liquida in poche domande: “La campagna elettorale è finita? Si! La sua coalizione ha vinto? No! Lei ha qualche chanche di essere eletto ministro? Non al momento! E’ segretario del suo partito? No! Ok, lei al momento ha solo un impedimento fisico per presenziare ai suoi processi, risolto il quale potrà partecipare a TUTTI in quanto non vi sono estremi per il legittimo impedimento!” Punto! Ora mi chiedo: non sarebbe più utile sostituire TUTTI i programmi Rai-Mediaset su radio e tv, a cominciare da uno mattina, passando per Agorà, continuando per la vita in diretta e chiudendo con Porta a Porta (nonchè gli equivalenti mediaset), con programmi per: riparare un rubinetto, sostituire una lampadina, imparare a stirare e cucire, fare la spesa nutrizionalmente valida con 20 euro, etc etc etc? Non sarebbe un impiego più utile di energia umana ed industriale?!? Porca paletta, questo è proprio un paese di PAZZI SPRECONI!!!

Con 113 euro di canone ci faccio TANTO, ci allevo ad esempio 2 vigne per 5 anni!!! Io pago una tassa di scopo (una delle poche, in questo strano paese…), per avere UNA MIA TV PUBBLICA, ma NON HO NESSUNA INFLUENZA sui suoi contenuti!!! Non c’è più neanche il vecchio centralino con cui lamentarsi: se faccio il paragone con la BBC, dove se 10 spettatori chiamano indignati SALTANO star, direttori, redattori ed ancorman IN UNA NOTTE, PER SEMPRE, io STO DIVENTANDO PAZZO!!! Almeno fossi in Sud Africa dove, per quanto circondato da selvaggi assassini armati di machete, mi posso godere un’alba in una natura ancora meravigliosa oltre l’immaginabile…ma sono in Merdonia, perchè purtroppo non so come chiamare un bellissimo paese abitato e gestito da gente che considera NORMALE tutto questo.

Sono di questi giorni gli articoli che dimostrano che le banche LUCRANO sulla disoccupazione, in termini di interessi…ok, lucri oggi e tanto, ma per pochi: quando la maggior parte dei tuoi conti, in mano a gente che non ha più lavoro, saranno chiusi definitivamente, i (pochi) capitali abbandoneranno la nave e le banche faranno la fine di MPS od altre! A quel punto, a seconda del paese dove si trovano, o falliscono o vengono salvate con altre tasse…e così via, pezzi di carta che salvano altri pezzi di carta…da 9 volte il PIL mondiale, si passerà a 90, 900, 9000…e poi?!? Possiamo vivere di pezzi di carta, senza produrre?!? E’ un sistema suicida, e la fuffa mediatica non ne parla!

Purtroppo  finchè si è in grado di analizzare le parti oscure, queste non possano ancora venire fuori: non amano un riflettore puntato, come tutti i delinquenti!  Ci si stupisce di come esse azzittiscano  la normalità del vivere e di progettare il futuro, mi stupisco SEMPRE che questo “buon senso” non sia patrimonio comune. Il problema è il paradigma di Hawking sul Grande Disegno: quando accetteremo che le verità assolute NON ESISTONO, o meglio, l’unica è proprio l’assenza di certezze in ogni tempo e luogo?!? Quando si accetterà il concetto di “verità relativa”, rivalutando l’opportunismo di sopravvivenza delle specie e degli ecosistemi?!?. Ora è tempo di prendere una decisione, la storia e le consapevolezze sono troppe per continuare così, e la religione (il vero tappo all’evoluzione culturale), sta perdendo inevitabilmente colpi: ricominciamo ad evolverci, tornando ad essere “semplici” come eravamo 35.000 anni fa (con tutto ciò che abbiamo appreso finora, ovvio…).

Siamo diventati stanziali e sono nate le religioni patriarcali. Quando educhi precocemente alla doppia morale e a confidare in un “disegno divino” unico, coerente sin dai tempi dei tempi, cosa pensi di ottenere? La specie che più si adatta al cambiamento sopravviverà, certo, ma prima in tanti dovranno abbandonare i piacevoli salvagenti su cui si illudono di scivolare su ogni tempesta della vita e dei tempi, senza mai prendere posizione, col cervello in automatico, perchè …è piacevole. Prova ad andare oggi, 2013 , all’uscita dalla messa e a chiedere :” secondo lei, come si è creata la terra?”,  a rigor di coerenza, dovrebbero negare evoluzionismo e big bang. Giorni fa notai questa trasmissione, vista dall’estero la situazione nostrana è decisamente chiara, la bella girlfriend in a coma lo è per due motivi connessi: la doppia morale cattolica e l’ignavia.http://girlfriendinacoma.eu/?lang=it

Un appunto sulla “storia della rappresentazione della crisi”: siamo inevitabilmente visivocentrici, e questo non è un peccato perchè lo siamo geneticamente, è che mi sembra che è la prima volta che gente cresciuta con riferimenti filmici o televisivi diventa “grande” e dovrebbe prendere le redini reali del presente e futuro, a livello neuronale non è immediato, non voglio dilungarmi. Altro appunto, stiamo parlando di itaglia o di mondo? E’ diverso: viaggiando nella realtà sudamericana attuale ad esempio ho visto quanta consapevolezza ci sia nel rivalutare rapporti diversi con la terra e il matriarcato, fa sperare.