nuova lotta di classe, femminicidi e morti per parto.

Pubblicato: 12 marzo 2013 in Uncategorized

credo che ci sia ancora molto da riflettere, che l’orto di casa da cui guardiamo la questione omicidi sessiti limiti fortemente sia la ricerca di soluzione che l’individuazione dei colpevoli, degli “stragisti”, una volta si sarebbe detto. Non riesco a togliermi dalla testa che, siccome viviamo in regime di manipolazione mediatica altissimo per cui quasi nessuna interazione sociale può essere definita “impulsiva” in sè, anzi sono proprio le pulsioni le prime ad essere manipolabili e su quelle fa leva il sistema del consenso e del potere, la questione sale di livello. Allora “penso male”all’andreotti, penso, ad esempio, che non sia un caso che il rapporto tra i sessi venga tenuto fisicamente e psicologicamente in termini appositamente squilibrati, far considerare la maternità come un problema e un fastidio, un peso sociale ha conseguenze planetarie per il controllo politico dei figli di quelle donne, tutti noi.

Sapete qual’è l’assunto alla base del perpetuarsi della disparità di trattamento di genere fin dalla culla?Limitare il più possibile l’accesso alle risorse di potere limitando lo svolgersi integrale del potenziale umano, attraverso rituali discriminazioni di genere che poi innescano inevitabilmente discriminazioni sociali…questo è un delitto macroscopico contro l’umanità.

Ragazzi, siamo qui a guardarci ognuno il proprio ombelico, a pettinar bambole o a caricare la pistolina ad acqua? qua o si concretizza una nuova umanità più solidale e più rispettosa delle potenzialità di ogni nuovo nato, al di là del sesso e del ceto, capace di accoglierlo come un dono portatore di risorse per tutti e come tale lo accudisce, lo fa crescere e fa sì che possa a sua volta essere genitore accudente, capace di fondare su questo principio l’economia, o si muore.

La violenza di genere è doppiamente violenza di classe perchè costruisce ad arte e a priori un debole, di conseguenza il partorire come un problema, costruisce il mito dei “deboli da difendere e tutelare ” arrogandosi l’elargizione del potere della difesa nei modi e nei tempi in cui farà comodo e solo a chi farà il/la bravo, perpetua il suo supposto potere nelle nuove generazioni.

Il povero demente che ammazza la compagna è una marionetta del sistema.

La cronaca nera in italia, in particolare per quello che riguarda i cosiddetti delitti a sfondo sessuale, ha retto i pruriti dell’opinione pubblica italiana fin dal dopoguerra proprio nei momenti in cui deve essere distratta da altro, a quello serve mantenere gli italioti da una parte repressi da mutande di latta dall’altra infoiati continuamente da messaggi visivi che manco un sexy shop,attenzione a seguirne le ondate, specie ora che il padroncino della carriola dei giornalai è uno solo… mi chiedo perchè stanno replicando all’infinito il caso dell’ennesimo mentecatto scoppiato che invece di rivolgere la sua rabbia verso i boia reali fa quello che un bravo cagnolino di sistema deve fare? essere utile alla strategia della guerra dei poveri, dare in pegno la sua vita e quella della compagna e dei propri figli, riportare la pantofola, diventare il cane cattivo e rabbioso che probabilmente ha già allevato cani cattivi e rabbiosi. Se ne esce con altro, si deve ribaltare il tavolo. Sto sostenendo che l’aggressività tra i sessi, la conflittualità che fa sprecare energie umane e come forza di cambiamento alle fasce più umiliate del sistema, sia stata inoculata ad arte, nei secoli attraverso la presenza capillare di santaromana e ora con meccanismi invasivi mediatici pedopornografici, per me non è il risultato dello stato misero delle cose, è una delle cause, il sessismo bullista fa parte del sistema, il sistema si regge sulla separazione e conflittualità sessista e sulla conseguente umiliazione della genitorialità, perchè così dissipa energie pericolose che andrebbero finalmente a rovesciarlo

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